Zena e i suoi 16 traslochi

autobiografia di Zena Varani
a cura di Gina Siliprandi

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BREVE

Zena è una figura dolce, fiduciosa nella disponibilità altrui e ottimista. Però sa prendere decisioni forti quando ritiene opportuno intervenire, sia per aiutare il compagno o per insegnare alla figlia comportamenti corretti o per affrontare situazioni critiche.

ABSTRACT

Il racconto della vita di Zena è caratterizzato dagli spostamenti della famiglia di origine prima e della sua famiglia da sposata poi. Zena nasce nel 1932 vicino a Rubiera, ultima di tre figli di una coppia di lavoratori, padre bracciante (preleva ghiaia e sabbia nel Secchia per i cantieri edili) e madre bracciante agricola. Trascorre parte dei suoi primi anni a Marmirolo, frequenta la scuola elementare a Villa Bagno quando scoppia la guerra. La sua infanzia è costellata da episodi più o meno tragici di quel periodo anche perché i luoghi dove la famiglia si trasferisce sono sempre situati tra la via Emilia, la ferrovia di stato e il campo-volo (Castellazzo, Marmirolo, Bagno, Gazzata, Campogalliano): un fratello disertore (si butta dal treno per evitare il trasferimento in Germania) si unisce ai partigiani, sono numerosi i bombardamenti e le fughe nella notte, le munizioni nascoste esplodono, il diciottenne Otello Montanari uccide un fascista, “pippo” perlustra la zona. A Bagno viene cresimata, poi partecipa una seconda volta alla stessa cerimonia su richiesta del parroco di Marmirolo.  L’adolescenza è un periodo sereno dopo le vicende della guerra: Zena ricorda l’odore buono del pane fatto in casa, il gioco del “tortello di natale”, i primi balli nelle balere della zona, i servizi alle feste dell’UNITA’ dove conosce il futuro marito, Giannetto. Giannetto, reduce da tre anni di prigionia in Germania, inizia a lavorare per il partito comunista e il sindacato. Lui e Zena si sposano e abitano a Masone; a 19 anni Zena partorisce il primo figlio che muore dopo 24 ore, seguono altre due gravidanze che non finiscono bene. Il marito accetta un incarico del sindacato a Ligonchio dove rimangono per tre anni. Intanto nasce la quarta figlia, Marisa, finalmente sana e bella, è la loro gioia. Dopo Ligonchio la coppia si sposta a Casina per altri 3 anni. Zena impara a fare la magliaia, riesce ad acquistare la macchina e produce 10 maglioni ogni giorno. Si trasferiscono in città dove Giannetto spera di ricevere un buon incarico lavorativo dalla Camera del Lavoro, ma viene deluso dal sistema e termina la sua attività lavorativa nella Polizia Municipale. Per diversi anni abitano nella zona nord della città; la figlia Marisa frequenta la scuola, si diploma poi si sposa e ha un figlio, Marco. Zena e Giannetto devono fare i nonni, si trasferiscono in un appartamento vicino alla figlia e lì ancora oggi abita Zena. Gli anni con Giannetto prima della sua malattia sono stati sereni e piacevoli.

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