Una donna impavida e forte

autobiografia di Carmen Melioli
a cura di Gina Siliprandi

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BREVE

Carmen è davvero la protagonista del suo racconto, sottolinea frequentemente la sua capacità di reagire, di riuscire e sormontare difficoltà e disagi, non si arrende mai. Emerge nella sua biografia una forte tenacia nel tenere il filo degli avvenimenti della sua lunga vita.

ABSTRACT

Carmen nasce a Sabbione (frazione di Reggio Emilia) in una grande famiglia di agricoltori proprietari (i sette fratelli Melioli). Quando i fratelli si separano, il padre di Carmen inizia l’attività di amministratore di poderi appartenenti a famiglie ricche/nobili del capoluogo. La sua famiglia, ora formata solo dai due genitori e i due figli Carmen e Ideo, si trasferisce in città. Carmen cresce florida e bella come lei stessa si definisce, frequenta la scuola elementare recuperando i due anni da privatista trascorsi a casa di una maestra a Sabbione che le affidava in custodia la figlia di due o tre anni invece di farle lezione. Dopo alcuni anni di scuola secondaria Carmen lascia lo studio e rimane in casa imparando dalla madre e dalla nonna paterna le abilità della perfetta casalinga. Alla famiglia, pur essendo tempo di guerra, non manca niente grazie all’attività paterna. Anche per il corredo di Carmen, che poi verrà nascosto sotto terra in modo inconsueto per evitare razzie da parte dei tedeschi, la famiglia provvede con larghezza di mezzi. Durante gli anni della guerra la famiglia nasconde in casa un lontano cugino sfuggito ai rastrellamenti fascisti che diventerà poi suo marito. Infatti Carmen si sposa con lui e si sistema nella villa Corbelli, vicino a Rivalta, dove sono sfollati i suoi. Il marito è molto abile nel lavorare i metalli (bronzo, rame, ottone e alluminio) sia a livello artistico che industriale e gli viene offerto un ottimo lavoro in Brasile. Dopo otto mesi che il marito si è sistemato in sud America, Carmen lo raggiunge affrontando il lungo viaggio in mare con molto coraggio e intraprendenza. Dopo otto anni di residenza nella città di Alluminio i coniugi si trasferiscono a San Paolo dove Carmen rileva un famoso ristorante italiano che lei conduce con grande successo per due anni preparando i migliori piatti della cucina emiliana. Dopo dieci anni in Brasile Carmen e il marito rientrano in Italia e si sistemano prima a Montecatini poi a Milano, dove il marito inizia a lavorare sottoprodotti dell’uranio provenienti dall’America. Ma l’uranio è una sostanza radioattiva che nel tempo mina la salute del marito che si ammala e muore nel 1970. Carmen è sola nell’affrontare tutti i disagi della situazione, ma è forte e coraggiosa e si riprende. Tornata a Reggio dopo due anni incontra Antonio, vedovo; Carmen si sposa una seconda volta. La convivenza tranquilla e serena con Antonio dura circa trent’anni, poi un infarto di lui la lascia di nuovo sola ad affrontare la vita confortata dall’affetto dei nipoti e dei figli del secondo marito.

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