Biografia di Cristina FONTANA
a cura di Alessandra Donelli
Ogni generazione porta in sé il frutto di quella che l’ha preceduta ed il seme di quella che le succederà. Le scelte che compiamo sono pertanto il naturale approdo di un percorso esistenziale e la serenità non è un frutto da cogliersi maturo, una volta per tutte, ma uno stato d’animo da perseguire e coltivare giorno dopo giorno, con “purezza di cuore e di mente, e con grandissima volontà”.
ascolta l’audiostoria
voce: Flavia de Lucis
sonorizzazione: Nicola Bonacini
episodio 1
episodio 2
episodio 3
episodio 4
abstract
Ho incontrato per la prima volta Cristina nella tarda mattinata di un giorno qualunque. Avevo concordato di farle visita per spiegarle di persona le finalità del progetto e sondare un suo eventuale interesse nel prendervi parte, ripercorrendo con me la sua esperienza di vita. Sul pianerottolo dell’appartamento ho trovato ad accogliermi una signora minuta nell’aspetto, coi capelli bianchi raccolti e perfettamente ordinati, l’espressione sorridente; con passo incerto ma voce ferma mi ha invitata ad entrare, accettando di tenersi al mio braccio lungo il corridoio fino al salotto.
Non sta a me dire il valore per Cristina di quest’incontro e degli altri che sono seguiti, ma per quanto mi riguarda ho senz’altro un debito di gratitudine nei suoi confronti per il tempo piacevolmente trascorso sull’onda dei suoi ricordi, per l’energia positiva del salotto, per la dignità e per l’ironia, per la serenità del suo sguardo così spesso posato sul piccolo “altare” domestico con le immagini dei suoi maestri spirituali. Le sono innanzitutto riconoscente per avermi permesso di “entrare” nella sua casa e nella sua storia; le sono grata della fiducia, dei sentimenti e delle emozioni suscitate in me dal suo racconto, dalle bombe che ho sentito cadere sulla mia città, dalle scelte di una giovane donna che ha aperto inconsapevolmente la strada alla mia emancipazione.
Incontro dopo incontro mi sono ritrovata tra le dita il filo invisibile che lega la mia generazione – le generazioni presenti – a quelle che l’hanno preceduta e inevitabilmente a quelle future; ho considerato come ogni singola vita sia il risultato di un groviglio di altre vite che l’hanno preceduta e che le stanno accanto.
Così, quando penso al rientro di Cristina in Italia, dopo quasi quarant’anni di vita all’estero, mi chiedo: e se quel richiamo di sirena che lei ancora non sa spiegarsi e che le appare oggi come il suo più grande errore – il rientro a Reggio – non fosse invece altro che il naturale approdo di un percorso esistenziale?
In sostanza, e se oggi fosse proprio questo il tuo posto, Cristina?
Infine, la mia immensa gratitudine per avermi mostrato una condizione possibile, quella di un’età anziana che, se preparata con cura, nel tempo, non è da temere né rifuggire.
Donelli Alessandra