autobiografia di Adriana Zanon Isernia
a cura di Eliana Sonia Riccò
ABSTRACT
Sono passata dal “lei” al “tu”, non solo perché così avevamo convenuto, ma perché non ero più, ragazzina, al cospetto della “Signora Isernia”; mi trovavo, da adulta, ad accogliere la confidenza più importante da parte di un’altra persona, pure adulta: la storia della propria vita. Una vita lunga e costellata di tanti eventi, sereni, o luttuosi, ma sempre vissuti con dignità, generosità, forza. Una forza interiore che si e prime non come durezza e non si pone in antitesi all’aspetto apparentemente fragile, ma è pazienza, amore, ricerca della serenità, gusto per il bello. Forse quest’ultimo valore esisteva già nel DNA di Adriana, ereditato dal padre, amante della musica, abile nel disegnare e nel realizzare col metallo cose ammirevoli e l’ha trasmesso al figlio ed al nipote. Sicuramente ha ricevuto un grande dono che non ha tenuto per sé solamente circondandosi di oggetti pregiati, ma ha creato, con la sua capacità, cose belle che hanno regalato emozioni a chi le ha ricevute. Un ricordo particolare è legato al suo lavoro: una signora, moglie di un conte, le aveva commissionato della biancheria intima ed alcune vestaglie. Soffriva di cuore e le prove avvenivano nella sua ricca residenza. Ogni volta che la sua ricamatrice arrivava con gli indumenti, la signora diceva di provare una profonda gioia e di emozionarsi nel vederli. Non si trattava solamente di acquisire oggetti da considerarsi come status symbol o di gratificare la propria vanità: di fronte a quelle sete impalpabili, agli arabeschi preziosi dei ricami scaturiva una sensazione di stupore per la bellezza dell’oggetto e un sentimento di gratitudine per la dedizione di chi l’aveva realizzato. Adriana ha saputo regalare e regalarsi tanti momenti di bellezza nel quotidiano anche in situazioni in cui è più facile fare attenzione a ciò che si pone come immediato e necessario, mentre tutto il resto è relegato al superfluo. Guardando la splendida tovaglietta posta sul tavolo di sala, ultimata con ore e ore di lavoro serale sottratte al riposo dopo l’impegno quotidiano, penso che per la sua ricercatezza sarebbe un’opera improponibile oggi alla ricamatrice, ma questa signora riservata e gentile continua ad offrire tuttora ai suoi cari e a chi le è vicino quello che possiede: la sua saggia e amorosa filosofia di vita.
Eliana Sonia