Pioveva, veniva giù un’acqua…

autobiografia di Dimma Chiastra
a cura di Paola Masselli

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BREVE

Le difficoltà dell’esistere non hanno inaridito l’animo buono di Dimma. Riesce ad aprirsi all’altro con fiducia, rispetto e tenerezza. Nonostante tutto… Come fa con “… un negretto che stava davanti al Conad …”.

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ABSTRACT

Dimma nasce a Felino di Parma il 12 luglio 1938. Racconta: “Ho avuto un’infanzia corta: pochi giochi, perché ho cominciato a lavorare presto, così come ho iniziato ad avere dei dispiaceri presto”. Figlia di contadini bravi e rispettabili, nel 1942 si ritrova in braccio ad un tedesco impegnato in un rastrellamento … Con la famiglia si trasferisce all’età di sette anni a Cà de Frati frazione di Rio Saliceto. Lì conoscerà il suo grande amore, Contrano, che sposerà a sedici anni in una giornata di pioggia “… veniva giù un’acqua, un’acqua, un’acqua! …” … dopo essere scappata di casa. Conosce i sacrifici della risaia e patisce la lontananza dalla figlia Antonella, aspettando il suo rientro dal Piemonte a Correggio dove è stato organizzato un asilo per i figli delle “risaiole”, delle mondine. Patirà anche la lontananza dal marito che troverà lavoro in Svizzera e dopo averlo raggiunto inizierà il calvario della depressione che all’epoca si trattava anche con l’elettroshock. “Me l’han fatto due volte…”. Con dignità affronta le malelingue, con determinazione lotta con tutte le forze che ha a disposizione per dare sostegno alla figlia Luisa quando il genero si ammala gravemente; scopre la fede e prega per Manuele.

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