Piergino, la famiglia, gli amici e il teatro

autobiografia di Piergino Chittolini
a cura di Lucio Reggiani

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ABSTRACT

Pier Gino nasce a Gualtieri il 10 Agosto 1939 in una famiglia povera sotto l’aspetto economico, ma ricca sotto quello degli affetti, dei valori e dei sogni. Il papà Eriberto, era un porta lettere famoso per la sua disponibilità e per essere un animatore di feste. In casa di Pier Gino si viveva di sogni, di cinema e di musica. Il periodo dell’infanzia e quello delle scuole elementari sono pieni di ricordi piacevoli; i suoi compagni erano anche i suoi amici di strada; Pier Gino ha come figura di riferimento quella del maestro Calimaco Gasparini insegnante con metodi d’avanguardia che stimolava allo studio. Diventa amico del figlio Mino e in casa di questi era spesso ospite il famoso pittore naif Antonio Ligabue in quel periodo considerato un “pazzo furioso” da evitare. Anche Eriberto, il papà di Pier Gino cercava di aiutare Ligabue avendo intuito la genialità del personaggio e lo faceva come meglio poteva. L’artista come riconoscenza donò a Eriberto parecchi quadri, ma, alla morte del padre, Pier Gino fu costretto a venderli per fare fronte alle difficoltà economiche e ne conservò solo poche copie. Finite le elementari si iscrive alle commerciali a Guastalla e va a scuola estate e inverno in bicicletta proteggendosi le mani nel periodo freddo con guanti di coniglio. Purtroppo in quegli anni muore il papà e Pier Gino deve abbandonare gli studi per aitare la madre subentrata al papà come porta lettere. Malgrado sia costretto ad abbandonare la scuola non perde i suoi interessi: diviene divoratore di libri e rimane legato agli amici ed ai compagni di scuola: eredita la voglia di organizzare feste ed eventi diventando un trascinatore come il compianto padre Eriberto. In adolescenza cresce in lui l’amore per il Po, il grande fiume così importante nell’economia della zona. Il fiume si lega a ricordi piacevoli, ma anche ad altri tragici come l’alluvione del 1951 che causò disagi gravissimi; ma segnò anche in qualche modo la rinascita di Gualtieri. Nel 1964 compra la sua prima auto, rigorosamente usata ed arrugginita, ma pur sempre ambita e comincia ad organizzare gite ed eventi; divide la sua passione con amici e conoscenti fra questi il sarto teatrale Umberto Tirelli, celebre costumista che partecipò alla lavorazione del film “Il Gattopardo” e che aprì a Pier Gino le porte di artisti e personaggi famosi. In età matura Pier Gino diventa a Gualtieri un vero e proprio trascinatore delle iniziative culturali e collabora con la locale biblioteca e con l’Associazione Dante Alighieri di Guastalla. Dice di essere rimasto celibe perché gli interessi gli hanno riempito la vita: è orgoglioso del fatto che la prediletta nipote Alice, figlia della sorella Cosetta si occupi di teatro con competenze tecniche, allestimenti di scene suoni e luci, in modo che il suo patrimonio culturale possa essere valorizzato e tramandato.

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