Pesche ripiene e tortellini fritti (storia di un goloso, ma non troppo)

autobiografia di Angelo V.
a cura di Deanna Borghi

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ABSTRACT

L’autobiografia di Angelo V. si apre con il ricordo doloroso della morte del padre, avvenuta quando lui era appena dodicenne. Questo evento segna profondamente la sua vita, costringendo la madre a faticose occupazioni per mantenere la famiglia e lasciando in Angelo un senso di responsabilità precoce. L’assenza della figura paterna si riflette nelle scelte prudenti che Angelo compie nel suo percorso di vita, rinunciando a sogni imprenditoriali in favore di un impiego stabile. L’infanzia e l’adolescenza sono scandite dalla guerra, dallo sfollamento, dalla miseria, ma anche dalla solidarietà e dalla tenacia. Durante il conflitto, affronta bombardamenti, pericoli e rastrellamenti, rifugiandosi con la madre in campagna e cercando di rendersi utile con piccoli lavori. Gli anni della guerra sono narrati con lucidità e ricchi di episodi, tra cui incontri sfiorati con la morte e momenti di calorosa umanità, come i pasti offerti dai contadini. Dopo il diploma in ragioneria, Angelo inizia a lavorare in banca, un percorso che affronta con determinazione nonostante le difficoltà iniziali. Parallelamente si iscrive all’università, ma non riuscirà a laurearsi a causa delle rigide esigenze lavorative. La sua carriera si sviluppa in diversi settori bancari, dal commercio estero alla custodia delle forme di parmigiano, con un impegno costante, una profonda onestà e una sincera attenzione verso i clienti. Non mancano episodi drammatici, come minacce armate in ufficio, o clienti sull’orlo del suicidio, che Angelo affronta con sangue freddo e umanità. La narrazione intreccia continuamente vicende personali e culinarie. Il cibo è leitmotiv affettivo, memoria familiare e simbolo di convivialità: i tortellini fritti della zia Ida, le pesche ripiene rubate di notte, il croccante della professoressa T. raccontano un’epoca e un’identità. La figura della zia Ida, in particolare, emerge come emblema di affetto semplice e profondo. Il matrimonio avviene in età matura con una donna di origini piemontesi, anch’essa segnata da eventi tragici. Il legame con la moglie è solido, costruito nella quotidianità e nel rispetto reciproco. Angelo riflette con sincerità sui suoi limiti, riconoscendo di averla talvolta trascurata per il lavoro, ma apprezzandone la comprensione e la dedizione familiare. Nonostante le difficoltà della vecchiaia e della salute, l’autore conserva uno sguardo lucido sulla realtà e un forte senso etico, che traspare anche nelle riflessioni sulle crisi economiche e sul senso del limite.

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