Perchè la domenica mi lasci sempre sola …

autobiografia di Ilde Papani
a cura di Mariangela Sorenti

scarica la biografia

ABSTRACT

Ilde Papani nasce a Poviglio nel 1923 in una famiglia inizialmente benestante, che però, a causa delle difficoltà economiche del padre Dante, precipita presto nella povertà. Cresce tra miseria, fratelli turbolenti e una madre, Emerita, infaticabile e presente solo a tratti, impegnata a lavorare duramente per saldare i debiti familiari. Sin da piccola, Ilde mostra grande senso pratico, autonomia e una spiccata sensibilità, che esprime attraverso l’affetto per gli animali, la passione per la lettura e un’ironia che la accompagnerà per tutta la vita. La sua infanzia è segnata da sacrifici e piccole gioie. L’amore per la cavalla Gina, il calore dei nonni, la complicità con la vicina Giuseppa, che le offre pane, noci e vino, contrastano con la dura realtà quotidiana fatta di stenti, cucina sul camino e pentole annerite. Frequenta la scuola elementare fino alla quinta, dove si distingue per intelligenza e diligenza, ma soprattutto per la vivacità di spirito. L’adolescenza si consuma nel pieno della guerra, tra la fame nera e le privazioni. Lavora fin da giovanissima, prima in bottega con il padre fabbro, poi alle Officine Caproni. Condivide con leggerezza episodi drammatici e comici, come la raccolta clandestina del grano nel Mantovano durante il conflitto, schivando le Brigate Nere. Si ammala di tubercolosi a 22 anni e sopravvive con tenacia, contrariamente a molte sue coetanee. Il primo e unico amore di Ilde è Mario, un uomo affettuoso solo in apparenza. Dopo un lungo fidanzamento, si sposano nel 1950. Mario si rivela presto legato in modo ossessivo alla madre e alla sua famiglia, a cui dedica ogni domenica e tutte le feste comandate, lasciando Ilde sola anche la Vigilia di Natale e a Capodanno. Questo abbandono sistematico diventa il filo conduttore del racconto: il rimpianto e la sofferenza per un matrimonio sbilanciato, dove lei dà molto e riceve poco sul piano affettivo. Nonostante la freddezza del marito, Ilde costruisce una vita dignitosa, crescendo con amore e discrezione la figlia Ivana, a cui dedica energie, sogni e orgoglio, come il giorno della laurea. Madre attenta, ma riservata, si sforza di offrire quell’affetto che lei non ha ricevuto. Da adulta coltiva passioni personali: la lettura di romanzi, il lavoro artigianale (cucito, ricamo, maglia), l’amore per gli animali – dalle galline da concorso, ai cani del canile – e la cura della casa. La sua vecchiaia è lucida e consapevole, vissuta tra ricordi, solitudine e piccoli rituali, come i sogni ricorrenti del marito e dei genitori. Con tono realistico, ma sempre venato di umorismo, riflette sulla vecchiaia, sulla paura di cadere, sulla fatica fisica, ma anche sulla forza interiore che l’ha sempre guidata.

puoi contattarci compilando il form sottostante, ti risponderemo quanto prima