autobiografia di Anna Bellei
a cura di Willer Neri e Mirella Bellocchi
ABSTRACT
Pane e cioccolato è l’autobiografia di Anna Bellei, una testimonianza intensa e autentica della vita quotidiana di una donna cresciuta nella campagna modenese del Novecento, segnata dalla povertà, dalla guerra, dal lavoro e da un profondo senso di dignità. Attraverso una narrazione semplice ma ricca di emozione, Anna ripercorre la propria esistenza intrecciandola alla storia della sua famiglia e della comunità della Molinella di Formigine, luogo delle sue radici.
Il racconto si apre con l’infanzia, vissuta in un contesto laborioso e solidale, dominato dalla figura dei genitori: il padre Zechielo, venditore ambulante intraprendente e affettuoso, e la madre Nazarena detta Merope, donna forte, ingegnosa e colta, capace di reinventarsi tra mille mestieri. Centrale è il simbolo della “baracchina verde”, piccolo negozio di alimentari costruito con sacrificio, che diventa cuore pulsante della vita familiare e rifugio di umanità durante gli anni difficili.
Un capitolo fondamentale è quello della guerra, evocata attraverso i ricordi infantili dei bombardamenti, del terrore dell’aereo “Pippo”, dei rifugi e della fame. In questo contesto emergono la solidarietà, l’ingegno per sopravvivere e il valore del lavoro come strumento di resistenza morale. L’ingresso precoce di Anna nel mondo del lavoro, prima nella fabbrica di cioccolato e poi, dopo il matrimonio, nel forno del marito Luciano, segna il passaggio definitivo all’età adulta.
L’amore con Luciano, “il ragazzo col ciuffo”, rappresenta uno dei punti più luminosi della narrazione: un legame costruito su rispetto, sacrificio e collaborazione. Insieme danno vita a una lunga esperienza imprenditoriale nel mondo della panificazione, trasformando il forno in una vera “fabbrica del pane”, luogo di fatica, ma anche di relazioni umane profonde. Anna racconta con orgoglio il proprio percorso da operaia a fornaia, senza mai perdere il legame con le proprie origini.
La maternità, con la nascita dei figli Willer ed Elisabetta, è descritta come compimento naturale di una vita dedicata alla famiglia, al lavoro e ai valori della semplicità. Il racconto si chiude con uno sguardo nostalgico, ma sereno sul passato, in cui pane e cioccolato diventano metafore di una vita fatta di sacrificio e dolcezza, memoria e amore, condivisa e tramandata come patrimonio collettivo.