Orgoglioso di aver realizzato un sogno

autobiografia di Renato Cristofori
a cura di Gaetano Giglio

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ABSTRACT

Renato Cristofori, classe 1923, racconta la sua lunga vita con lucidità e passione, offrendo una testimonianza preziosa del Novecento italiano vissuto nelle terre emiliane. Nato a Cerredolo de’ Coppi e cresciuto a Rossena, un borgo vicino al celebre castello matildico, Renato dimostra sin dall’infanzia un forte attaccamento al territorio, alla famiglia e ai valori del lavoro e della comunità. Cresciuto in una famiglia contadina, con un padre muratore decorato per eroismo nella Prima Guerra Mondiale, Renato affronta con coraggio e spirito di iniziativa le difficoltà del tempo: la povertà, le fatiche del lavoro nei campi, il rigore della scuola, la durezza del regime fascista. La sua è una giovinezza segnata da sacrifici ma anche da vividi ricordi, come il sogno ricorrente del Castello di Rossena adornato a festa, che gli resterà impresso come simbolo di speranza e futuro. Dopo aver terminato le elementari, non potendo proseguire gli studi per motivi economici, Renato si dedica al lavoro agricolo e poi entra in servizio come casaro, fino alla chiamata militare a 19 anni. Il periodo della leva, trascorso tra Roma, Tivoli e l’ospedale militare del Celio (dove è curato per una paresi facciale), è denso di avventure e di incontri significativi. L’esperienza militare è seguita da una fase delicata, con l’assegnazione al Regio Esercito Repubblicano a Vercelli. Contrario al fascismo, tenta la fuga per unirsi ai partigiani, ma viene scoperto e rischia la deportazione. Riesce però ad evitare il peggio grazie all’aiuto di un ufficiale e torna infine a casa dopo la Liberazione. Nel dopoguerra si impegna intensamente nel sindacato (CISL), nella politica locale (Democrazia Cristiana), e nella promozione del territorio. Si distingue per la sua capacità organizzativa, il senso civico e il desiderio di riscatto per la sua terra. Diventa presidente della latteria cooperativa di Rossena, consigliere comunale, e promotore di numerose iniziative che mirano allo sviluppo economico e sociale della zona, come la nascita della cartiera di Ciano d’Enza. Particolarmente significativo è il suo impegno per la valorizzazione dei Castelli Matildici e, in particolare, per il recupero e l’illuminazione del Castello di Rossena. In questo progetto, Renato vede la realizzazione del sogno giovanile, un legame tra la memoria e il futuro del territorio. Fonda la Pro-Canossa, coinvolge enti e istituzioni, e segue personalmente i lavori. L’illuminazione del castello diventa un simbolo di rinascita culturale e identitaria. Sul piano personale, Renato si sposa con Croce Luce nel 1947, con la quale condivide una vita di rispetto, lavoro e amore, crescendo due figli, Rita e Giorgio. Il racconto è punteggiato da episodi di vita quotidiana, sempre narrati con affetto e un’ironia sobria. Dopo il lavoro alle Reggiane, passa all’INAM, dove resta fino alla pensione. Cristofori chiude la sua autobiografia con orgoglio e gratitudine: per la famiglia, per la comunità, per aver contribuito allo sviluppo della sua terra.

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