autobiografia di Luigia Tesauri
a cura di Gabriela D’Angelo
BREVE
Colpisce per la sua personalità, docile ma determinata, e per la sua vitalità. Una gran bella persona, d’animo semplice non modificata dalla consapevolezza di aver sempre vissuto, soprattutto in gioventù, una vita più agiata rispetto al contesto in cui si è trovata. Lei continua a dire, quasi a scusarsi: “perché figlia unica”.
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Luigia è una bella signora di 93 anni portati bene nonostante non manchino i segni del tempo trascorso. L’ho incontrata la prima volta che era una mattina di fine agosto, a casa del figlio più giovane, in una bella villa di Bibbiano, dove abita da quando è rimasta sola. Mi aspettava seduta, all’ombra del patio, un po’ emozionata e impaziente di raccontarsi. Vicino, il suo girello che accompagna i suoi passi e le da sicurezza. Luigia con la sua semplicità, mi ha accolto con fiducia ed è stato bello e facile entrare subito in sintonia. Sedute all’ombra, circondate da un bel giardino con molte piante verdi, al caldo di fine estate, davanti a due bicchieri d’acqua fresca abbiamo cominciato a chiacchierare e lei a raccontarsi. Anche negli incontri successivi, Luigia ha proseguito il racconto dei suoi ricordi di donna normale e semplice. Nata e vissuta in un secolo di grandi cambiamenti lei è rimasta nel suo piccolo mondo serena, accettando gli eventi della vita, con pacato ottimismo e grande voglia di proseguire il suo cammino. Incontro dopo incontro, è nata la confidenza che mi ha consentito di partecipare ai suoi ricordi, alle sue emozioni e il racconto ha gradualmente assunto la sua veste. Per un verso la nostalgia per la casa di Corniano ma, più autentica e profonda, la nostalgia per l’assenza dell’adorato marito. Peraltro compensata dalla soddisfazione di vedere i figli tutti realizzati e sereni con le loro famiglie e riconoscente per la fortuna di vivere le giornate tra loro e insieme alle loro famiglie, in un unico nucleo familiare.
Gabriela