autobiografia di Ettore (Alano) Landini
a cura di Anna Bertolini
ABSTRACT
Movimenti di vita è la testimonianza concreta di Ettore Landini, classe 1925, che ripercorre con lucidità e passione le tappe fondamentali della sua esistenza, in un racconto che intreccia microstoria e Storia, quotidianità e ideali. Nato alla Bellarosa, in una casa costruita dal padre muratore, ma appartenente a una famiglia di proprietari terrieri, Ettore cresce in un contesto rurale emiliano, tra fatica, valori solidi e legami familiari intensi. Figlio di Bernardo, muratore e violinista autodidatta, e di Elvira, proveniente da una famiglia un tempo benestante ma poi decaduta, Ettore è il più giovane di quattro fratelli, ciascuno segnato dalla durezza del tempo: chi emigrato in Francia e Algeria, chi morto dopo la prigionia in Africa, chi musicista divenuto infine portiere. Fin da ragazzo Ettore manifesta una forte inclinazione per lo studio e la tecnica: frequenta la scuola d’arte Gaetano Chierici, dove si forma come disegnatore meccanico. Con lo scoppio della guerra, entra a lavorare alle Officine Reggiane, cuore industriale della città, dove si distingue come tracciatore di precisione. Ma la guerra lo richiama in divisa: arruolato nell’Aeronautica, diserta due volte, si nasconde in famiglia e infine si unisce alle brigate partigiane nella zona di Viano, contribuendo alla Resistenza attraverso azioni di sabotaggio e controllo del territorio. Nel dopoguerra, ricostruisce la propria vita su basi nuove: si sposa nel 1951 con Antonia, diplomata in pianoforte al Conservatorio di Bologna, con cui condivide una lunga vita di affetto e complicità, uniti dalla passione per la musica e dalla dedizione alla famiglia. Inizia una carriera lavorativa articolata e socialmente utile: ottiene varie patenti, anche per la condotta delle caldaie a vapore, e nel 1958 diventa autista del consultorio mobile dell’ONMI, un progetto pionieristico di sanità pubblica portato nelle zone più isolate dell’Appennino reggiano. Ettore svolge questo ruolo per oltre vent’anni, garantendo l’accesso alle cure pediatriche e neonatali a centinaia di famiglie, con spirito di servizio e senso civico, vigilando anche sull’integrità del sistema. L’attività gli permette di incontrare e collaborare con medici, ostetriche e amministratori locali, mantenendo sempre una condotta integerrima. Da pensionato, Ettore continua a riflettere sul senso della sua vita e della società contemporanea. La sua visione disincantata della politica attuale è accompagnata da un’esortazione alla gioventù a studiare, essere onesti e coltivare la responsabilità personale.