Mi sentivo una castellana!

Autobiografia di Emilia ‘Novella’ Lambertini
a cura di Giuseppe Carone

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ABSTRACT

L’autobiografia di Emilia “Novella” Lambertini è il vivido affresco di una vita attraversata da profondi mutamenti storici, sociali e personali, raccontata con una voce limpida e priva di enfasi, ma capace di restituire, con naturalezza, la complessità del vivere quotidiano. Nata nel 1919 a Borgo Panigale, in una famiglia contadina numerosa e radicata nel territorio bolognese, Novella è l’ultima di dieci figli, accolta fin dall’infanzia in un clima di affetto e di solide relazioni familiari. Già dai primi ricordi, si delinea una personalità vivace, curiosa e autonoma, che si nutre delle storie del padre, del lavoro in campagna e delle relazioni affettive che caratterizzavano la vita rurale tra le due guerre. Dopo una prima esperienza a Roma ancora bambina a servizio presso una famiglia benestante, ritorna a Bologna e affronta la realtà del lavoro in fabbrica, impiegata prima in una marmellateria e poi alla Ducati, dove attraversa gli anni duri del conflitto mondiale. Nel pieno della guerra, conosce Nino, operaio reggiano, e con lui intraprende un viaggio emblematico, a piedi, da Bologna a Scandiano, dove si rifugerà presso il padre. Il trasferimento diventa anche un passaggio simbolico: da giovane donna sola e autonoma, a parte integrante di una nuova famiglia e di una comunità che la accoglie. Si sposa a Scandiano e con Nino lavora come custode nella suggestiva cornice della Rocca dei Boiardo: “mi sentivo una castellana!”, ricorda con ironia e affetto. Le pagine dell’autobiografia restituiscono con naturalezza una vita vissuta tra mille occupazioni: dalla sartoria al rivestimento dei fiaschi, dalla fabbricazione di ciabattine alla gestione di un deposito di biciclette e infine, con Nino, alla conduzione di un distributore di benzina a Reggio Emilia. L’operosità non è mai fine a sé stessa, ma testimonia un’etica del lavoro fondata sulla responsabilità, sulla dignità e sull’intelligenza pratica. Centrale nel racconto è la relazione con Nino, costruita giorno dopo giorno in un’alleanza fatta di rispetto, tenerezza e ironia. Insieme crescono Teresa, una nipote accolta come figlia, e affrontano con spirito solidale anche i momenti più difficili, come la malattia, la precarietà economica, e infine la morte. L’amore per Nino è un filo costante, radicato nella concretezza dei gesti, nella condivisione delle fatiche e nella memoria affettiva che sopravvive alla perdita.

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