autobiografia di Eolo Boiardi
a cura di Elena Pratissoli
ABSTRACT
Questa autobiografia, narrata con intensità e ironia, racconta la vita di Eolo Boiardi, nato il 1° aprile 1927, figura bizzarra e autentica, dotata di grande umorismo e memoria viva. Attraverso i suoi ricordi, si ricostruisce un secolo di storia locale e personale, tra momenti quotidiani, dolori familiari, lavoro e riflessioni esistenziali. Fin dalla tenera età, Boiardi si distingue per fragilità fisica ma grande intelligenza, in particolare in matematica. La sua infanzia a Gavasseto è segnata dalla povertà e dalla vita comunitaria in una famiglia numerosa. Il rapporto col padre è centrale, spesso rigido e autoritario: un episodio di violenza con la cinghia segna profondamente Eolo, tanto da generare un trauma mai completamente superato. La sua carriera scolastica si interrompe presto, fra delusione e ribellione adolescenziale. Comincia quindi a lavorare come meccanico alla Sarsa, azienda di trasporti, dove rimane per oltre 20 anni, diventando esperto nella manutenzione degli avantreni degli autobus. Successivamente, lavora in diverse officine e piccole imprese, sempre con passione, precisione e senso del dovere. Uomo colto, autodidatta, Eolo ama la musica lirica, la compagnia del suo cane Igloo, i sigari e il gioco delle bocce. Conserva un forte senso dell’ordine, della dignità personale e del lavoro ben fatto, sempre con i guanti alle mani. Il suo racconto è intessuto di aneddoti, umorismo, riflessioni sulla società, sull’educazione e sul valore del sapere. Molto legato alla sua famiglia, in particolare alle sorelle Lidia e Lella, e al nipote Corrado, Boiardi mostra nostalgia per il passato e rammarico per non aver potuto proseguire gli studi, ma affronta la vita con intelligenza critica, umiltà e ironia.