autobiografia di Ester Giglioli
a cura di Deanna Borghi
BREVE
… e io su è giù per le scale del forno con quelle assi sulle spalle. Chi mi vedeva così magra si chiedeva come potessi farcela, ma io ero forte e avevo molta forza di volontà. Ora forse non si suda, ma allora in quel lavoro si vedeva proprio l’impegno della persona che lo svolgeva. E io ero molto contenta di quello che facevo!
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“Io sono la bambina
di nome Esterina.
Sono piccola e docile
ma pure graziosina.
Modesta e piccolina
son del forno la regina.
Cuocio pan da mane a sera
e con gran facilità
torte, biscotti e arrosti
son la mia specialità.
Suvvia ammiratemi!
Guardatemi bene!
Non ho forse due occhi
che alleviano le pene?
Il seno mio rubicondo non è
ma pur qui sotto qualcosa c’è.
E da tutta la mia piccola vita in fior
esala e si sprigiona ognor
quel dolce appassionato sentimento
che è l’amor”
Me l’aveva scritta quel ragazzo di Reggio, mi viene ancora da accapponare la pelle. Me la ricordo tutta. Un bel giorno è venuto da me e mi ha consegnato dei fogli dove aveva scritto questi versi. Eravamo molto amici, forse aveva una morosa e tra noi c’era solamente tanta amicizia. Io avevo 14 anni mentre lui ne aveva più di 20. Poi, poverino, è morto, l’hanno ammazzato. L’avevano messo al “Petitot”; nella circonvallazione di Parma c’era un fabbricato dove venivano rinchiuse le persone rastrellate in giro e che si supponeva fossero partigiani. Qualcuno non è tornato indietro. Lui è stato uno di quei ragazzi che per le sue idee politiche non è tornato indietro. Ma mi ha lasciato questo bel ricordo.Avevamo un forno e si cuoceva per conto terzi. Ho fatto la fornaia fino a quando mi sono sposata. Mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Sarei orgogliosa di tornare a dare l’immagine della “fornarina” descritta nella poesia, di mostrare com’era il forno allora e quale grande cambiamento c’è stato. Il forno era qualcosa di rustico, oggi sembra una sala da pranzo. Il fornaio non lo vedi nemmeno, non lo vedi impastare, mettere il pane sugli scaffali e poi nel forno. Adesso è diventato tutto più semplice, per regolare la lievitazione ad esempio ci sono i frigoriferi mentre allora per portare il pane allo stesso livello di lievitazione per fare un’infornata intera, si metteva sopra il forno dove c’era caldo quello che lievitava poco mentre si portava in cantina quello che lievitava troppo.