autobiografia di Zilla Masini Rabitti
a cura di Gina Siliprandi
BREVE
La signora Zilla è come una pianta secolare: legata alla famiglia recepisce e sa trasmettere ai figli e poi ai nipoti solidi valori morali che sono il fondamento di una esistenza onesta e laboriosa. I dolori non mancano nella sua lunga vita, ma il suo carattere forte la porta ad accettare ciò che la vita le riserva e guardare avanti.
ABSTRACT
La signora Zilla nasce in una famiglia di lavoratori, famiglia molto unita nella quale i rapporti inter-familiari, il rispetto reciproco e la collaborazione sono fondamentali. Terminata la scuola Zilla inizia a lavorare come magliaia presso un importante laboratorio della città. Sull’autobus che la porta quotidianamente a Reggio da Rivalta dove abita incontra Mentore, uno dei gagà del paese molto corteggiato. I due si frequentano un po’, ma la differenza di età e la fama di giovanotto molto ambito la inducono a interrompere il rapporto nel rispetto del buon nome della famiglia. Dopo un anno si rincontrano e Mentore le chiede di riallacciare i rapporti sospesi. Col benestare della famiglia di lei i due giovani si frequentano per due anni poi si sposano secondo le usanze dell’epoca. Zilla e Mentore iniziano la loro vita coniugale nella casa e con la famiglia di lui in città (fratelli e nipoti maschi e solo una cognata che è ben felice di condividere finalmente il pesante menage dei Rabitti). Nascono i figli, Mentore ha un’officina per moto tutta sua, è rappresentante della “GILERA”. Zilla cura la casa, i figli e aiuta il marito nell’officina. Muore la primogenita, ma la vita continua e si trasferiscono nella casa di via Ariosto. I figli crescono, completano gli studi. Nascono due nipoti e Zilla è una nonna contenta e orgogliosa della carriera della figlia Giordana. Poi due grossi dolori turbano la serenità della famiglia intera che però fa squadra contro le avversità, tutti si sostengono a vicenda e ritrovano la forza di guardare avanti con tenacia e fiducia.