autobiografia di Giuseppina Torelli
a cura di Roberta Pucci
ABSTRACT
Giuseppina Torelli nasce nel 1932 in una famiglia contadina dell’Emilia, ultima di sette figli. In un’epoca in cui nascere donna rappresentava uno svantaggio sociale ed economico, la sua vita prende forma in un ambiente modesto, segnato dalla fatica del lavoro nei campi, dalla povertà e da una profonda solidarietà familiare. La morte prematura del fratellino Giuseppe e la salute precaria del padre, ferito di guerra e colpito dalla pleurite, gravano sulla madre, donna forte e instancabile. La famiglia, rimasta senza terra, si trasferisce in paese, dove si arrangia con mestieri umili e tanta dignità. Giuseppina cresce tra privazioni, ma anche momenti di allegria, grazie all’ironia e alla vivacità delle sorelle. Frequenta con passione la scuola, dimostrando un’intelligenza vivace e un forte desiderio di studiare, ma è costretta a indirizzarsi verso corsi professionali. Dopo due anni insoddisfacenti, torna alle scuole medie e completa gli studi in ragioneria, affrontando ogni giorno sei chilometri in bicicletta per raggiungere l’istituto. L’incontro con Egidio, giovane e abile sarto, le cambia la vita. Dopo un fidanzamento romantico, Egidio parte per il Venezuela alla ricerca di fortuna, e successivamente la invita a raggiungerlo. Giuseppina affronta il viaggio da sola, spinta da un amore profondo e da un coraggio silenzioso. A Caracas, i due vivono un’intensa storia d’amore, fatta di semplicità, rispetto e sogni condivisi. Nascono due figlie, Susanna ed Elena, seguite dal figlio Paolo, dopo il ritorno in Italia. In Emilia, i coniugi aprono un laboratorio sartoriale nel seminterrato della loro casa. La vita lavorativa è dura ma piena di soddisfazioni: Giuseppina, pur non amando cucire, si dedica con precisione al lavoro, gestendo il laboratorio e supportando il marito con abilità organizzativa e dedizione. Dopo anni di successi e delusioni nel mondo dell’artigianato, chiudono l’attività, ma la loro complicità non si spegne mai. Accanto al lavoro, Giuseppina costruisce una famiglia unita. Cresce i figli con attenzione, partecipa con entusiasmo alla vita dei nipoti, coltiva amicizie autentiche come quella con Rossana, e trova nuove energie nel volontariato e nella fede. Con l’avanzare dell’età, si dedica a piccoli gesti di cura quotidiana: l’orto, i fiori, i compiti dei bambini, la visita alle amiche anziane. Dopo la morte improvvisa di Egidio, avvenuta in poche ore, Giuseppina affronta il lutto con un misto di struggimento e poesia. Sente la presenza del marito nei sogni, nei suoni della casa, nei rami mossi dal vento. La memoria diventa ponte tra la vita vissuta e quella che continua.