La bottega ancora di una volta

autobiografia di Q.
a cura di Michela Soccio

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ABSTRACT – audiolibro

“La bottega ancora di una volta” è il racconto vivo e concreto di Quirino, nato nel 1930 nel quartiere operaio di Santa Croce, a Reggio Emilia. È un resoconto denso di ricordi, fatto di parole semplici, espressioni dialettali e immagini quotidiane, che attraversano quasi un secolo di storia dal punto di vista di un falegname cresciuto “nelle case operaie delle Reggiane”.

La memoria operaia e urbana: Il cuore pulsante dell’autobiografia è la narrazione della vita nel “Cairo”, il complesso delle case popolari costruite dalle Officine Reggiane, un vero microcosmo urbano e sociale. Quirino descrive un quartiere affollato, vivo, dove 96 famiglie condividevano fatiche, giochi, e solidarietà, legate dal lavoro comune in fabbrica. Il suo racconto conserva con precisione e affetto la memoria di un mondo scomparso, fatto di cortili, stufe a legna, bidoni per l’immondizia “già moderni” e di quella “miseria sacrosanta” che – come diceva sua madre – formava il carattere. Ciò che rende questa tematica così originale e pregnante è il modo in cui l’autore restituisce una topografia affettiva della città, intrecciando memorie individuali e trasformazioni urbanistiche. I nomi delle vie, i campi di calcio, la mensa operaia, i giochi nel cortile, gli allarmi della guerra e il ritorno dallo sfollamento: ogni elemento contribuisce a un affresco storico dal basso, in cui la memoria diventa forma di resistenza al tempo e all’oblio.

Il lavoro: Un altro tema fondamentale è il valore del lavoro manuale, in particolare la falegnameria, vissuta da Quirino non solo come mestiere ma come arte e vocazione. Dopo la guerra, inizia a lavorare giovanissimo per enti pubblici, e poi nella propria bottega. Con passione trasmette le competenze acquisite a ragazzi delle scuole e a giovani apprendisti, in un gesto continuo di trasmissione artigianale e pedagogica. La sua bottega, che un ex allievo definirà “ancora di una volta”, diventa un simbolo di un sapere che rischia di scomparire nell’epoca del digitale, ma che conserva una bellezza e una precisione uniche.

La comunità e il gioco: Infine, una tematica trasversale ma ricorrente è la centralità del gioco e della socialità comunitaria. Il calcio, i giochi inventati con niente, le serate passate a ridere, le squadre popolari nate nei bar di quartiere o dentro le stesse Reggiane, sono per l’autore un patrimonio umano che oggi, lamenta, si è dissolto. Anche l’esperienza militare è raccontata con leggerezza, in parallelo alla passione per lo sport, vissuto con spirito di gruppo, mai competitivo.

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