Io la vita l’ho sempre presa così …

autobiografia di Giulia Ferri
a cura di Anna Piatti

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ABSTRACT

Giulia Ferri nasce a Campagnola Emilia nel 1940 proprio mentre le campane a martello annunciano lo scoppio della guerra. I primi anni della sua vita, sono appunto caratterizzati dalle difficoltà legate alla necessità di spostarsi di continuo, a causa dei bombardamenti. Da ciò deriva il rapporto inizialmente difficile con il suo papà, che conosce quando è già grandina. Della madre parla teneramente e ci fa conoscere alcuni dettagli legati alla sua casa in cui ritorna felice, cessata la guerra. I giochi sono semplici a causa della povertà legata alla guerra. Giulia ci racconta della differenza che nota adesso nei giochi della nipotina. Ricorda con allegria la sua giovinezza trascorsa in modo spensierato con la sorella e con le amiche. Si ritrovano spesso all’oratorio e nel gruppo ci sono anche alcuni ragazzi. Qui conosce Giuseppe quando sono entrambi molto giovani ed il loro matrimonio porta alla nascita di tre figli (Monica, Luca e Maura). Una famiglia felice che riesce a vedersi solo la sera perché lavorano sia mamma che papà, ma che si riunisce la domenica a pranzo con suoceri, sorelle e nipoti. Con marito e figli fanno anche un viaggio in montagna di cui Giulia racconta con gioia. Ma c’è un viaggio che lei ricorda con dolore: è quello fatto a Lourdes, legato alla malattia del marito, che perderà troppo presto. Dopo due esperienze lavorative, trova la sua dimensione nel lavoro come bidella presso un liceo di Correggio. I suoi ragazzi (è così che chiama gli studenti del liceo), le danno tanta gioia. Con alcuni di loro mantiene i rapporti anche quando diventano grandi perché la vanno a trovare a casa. Lei deve smettere il suo lavoro prima di quando vorrebbe a causa della sua malattia e questo la rattrista molto. Giulia è una donna che non perde mai la fede e che affronta le difficoltà ed i dolori con forza e col sorriso, anche quando la sua malattia la costringe su una sedia a rotelle. E col sorriso parla orgogliosa delle sue nipoti. Un momento toccante è quando confida la sua voglia di “andare” per stare un po’ con chi è andato via prima di lei. È stanca, ma CREDE e questo le da la forza di andare avanti.

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