autobiografia di Rina Pivetti
a cura di Fabiana Zangelmi
ABSTRACT
Ti ho conosciuta al Centro Sociale della Rosta Nuova, nel tempo in cui tu facevi la volontaria ed io lavoravo come operatrice di strada per i Servizi Sociali. Scambiavamo due chiacchiere, raccontandoci del più e del meno o di come i giovani si comportavano al circolo. La cosa che più di tutte mi ha colpito è l’espressione dei tuoi occhi, vispi e pieni di vita, espressione con la quale ti presenti agli altri giorno dopo giorno. Sei stata la prima persona a cui ho desiderato fare le interviste. Il tuo “sol dell’avvenire” è una frase che ricorda i miei tempi di bambina, quando la sentivo pronunciare dalle parole di mia nonna, anch’essa di nome Rina. A diversi anni di distanza le ho potute risentire grazie alle tue parole, grazie ai racconti di pezzi della tua lotta per la vita, e agli insegnamenti che custodisco come un prezioso tesoro dentro di me. Risuona negli orecchi la voce con cui mi hai raccontato di lotte e di speranze, di lavoro e di guerra, di ironia e dolore. Risuonano in me le tue parole di incoraggiamento alla vita dell’ultima intervista, mi hanno commosso non appena uscita dalla tua casa. La forza d’animo e i valori che hai portato avanti in tono fiero e deciso nelle avversità, in tono dolce e sorridente e ironico alla sorte, cantano dentro di me le parole della conquista della primavera che deve ancora venire. La mia gratitudine verso di te è immensa.
Fabiana