Il più bel regalo per Nando racconto di una reggiana di adozione

autobiografia di Graziella Giussani
a cura di Annamaria Fontana

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ABSTRACT

Nata nel 1927, Graziella Giussani attraversa un intero secolo con lo sguardo di chi ha saputo cogliere il valore della memoria familiare e collettiva. La sua autobiografia, costruita attorno a una narrazione fluida e personale, restituisce una testimonianza del Novecento italiano, filtrata attraverso l’esperienza femminile, domestica e intellettuale di una vita ordinaria eppure singolare. Figlia di un ufficiale della Guardia di Finanza e di una madre artista – dolce e creativa, appassionata di musica e pittura – Graziella cresce in una famiglia borghese, composta da quattro sorelle, in continuo movimento lungo l’Italia per seguire i trasferimenti lavorativi del padre. La sua infanzia è segnata da traslochi e ambientamenti: da Gravedona a Maddaloni, da Rimini a Bologna, da Forlì a Reggio Emilia, ogni città diventa teatro di nuovi legami, giochi infantili, momenti scolastici, ricordi affettuosi. Un punto nodale della narrazione è la figura della sorella Antonia, colpita dalla poliomielite in tenera età. La malattia, vissuta con dolore, ma anche con determinazione familiare, non spegne l’energia vitale della sorella, che diventerà un’appassionata insegnante di pianoforte. L’assistenza quotidiana a lei, vissuta da Graziella come un dovere naturale e amorevole, costituisce una costante della sua crescita personale e morale. L’irruzione della guerra cambia la prospettiva. Gli allarmi aerei, le fughe nei rifugi, le paure collettive, lo sfollamento a Marola e alla Roncina, diventano parte integrante della quotidianità. Graziella racconta questi momenti con chiarezza e senza retorica, mescolando l’eco degli eventi storici – la dichiarazione di guerra, l’occupazione tedesca, la Liberazione – con episodi domestici, sensazioni intime e scene di solidarietà familiare. Particolarmente toccante è il racconto della partenza volontaria del padre per il fronte montenegrino e il suo ritorno, ammalato ma salvo, dopo un periodo di grande incertezza e pericolo. Il dopoguerra apre un nuovo capitolo. Graziella si iscrive all’università, scegliendo farmacia, e comincia a lavorare nei laboratori Recordati e poi nelle Farmacie Comunali. È durante il periodo universitario che incontra Fernando (Nando) Moratti, futuro marito, medico e figura centrale della sua vita. L’incontro, casuale e tenero, è descritto con pudore ma anche con freschezza, lasciando intravedere l’intensità di un sentimento che crescerà nel tempo. Le vacanze a Menaggio, sul lago di Como, presso la casa ereditata da una zia paterna, diventano il luogo della serenità familiare e della creatività materna, dove si dipinge, si suona e si rafforza quel nucleo affettivo che resta la vera colonna portante della narrazione.

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