autobiografia di Silvana Orlandi
a cura di Patrizia Grandi
ABSTRACT
Silvana, una storia la sua, iniziata nell’immediato dopoguerra che ha visto grossi cambiamenti sociali, culturali ed economici. Ha cavalcato fin da giovanissima quell’onda di cambiamento. Ne ha colto tutte le potenzialità e la forza e, con l’entusiasmo e la passione della giovinezza, ha preso in mano la sua vita, ha usato tutti gli strumenti che aveva per determinarne il corso con scelte coraggiose e fuori dalle convenzioni. Il suo bisogno di indipendenza è andato sempre di pari passo con il suo costante bisogno di migliorarsi. La curiosità, sempre accesa, ha alimentato il desiderio di esplorare e conoscere mondi diversi, di sentirsi stimolata intellettualmente. Libertà, per lei, ha significato evolversi costantemente attraversando il cambiamento e la ricerca di significati nel suo agire. È stata figlia del suo tempo, abbracciando con spirito critico i valori più belli di una parte politica, quali la solidarietà e l’impegno per un mondo più giusto, attivandosi concretamente per realizzarli. Ricorrono spesso, nel suo raccontare, le parole crescita, coscienza, trasformazione; parole che sono state e sono tuttora la sua guida, perché anche in questa fase della sua vita, dove le forze e la salute la sostengono meno, non rinuncia ad esserci, a sentirsi parte di quel mondo e di quei valori. Nelle ultime battute della sua biografia Silvana parla dell’importanza della famiglia dalla quale lei ha avuto un difficile distacco. Quello che conserva dell’idea di famiglia è il desiderio di un porto sicuro, di legami affettivi che diano sostegno e conforto; lei questi legami ha saputo costruirli nel volontariato, che è stato da sempre la sua grande famiglia. Dopo il pensionamento, Silvana sceglie di restituire quanto ricevuto attraverso il volontariato. Dapprima con il “Telefono Amico” dell’AUSER, poi con un coinvolgimento sempre più ampio alla “Polveriera”, uno spazio sociale e culturale nel cuore del suo quartiere. Qui ha aiutato a costruire una biblioteca, ha partecipato a progetti con anziani e migranti, ha animato momenti di socialità e cultura, contribuendo con passione e intelligenza alla costruzione di una comunità più inclusiva. Anche oggi, in un momento della vita in cui la salute richiede nuove attenzioni, continua a essere parte attiva di quel mondo che ha aiutato a far crescere, trovando nella solidarietà degli altri quello stesso sostegno che per tanti anni ha offerto. Il filo rosso della sua vita è stato il volontariato: un modo concreto di prendersi cura degli altri, ma anche di sé, dando senso alla propria esistenza. Perché il volontariato, come dice Silvana, restituisce molto più di quanto si dona.