autobiografia di Renato (Raoul) Perazzi
a cura di Mauro Magnani
ABSTRACT
Raoul Perazzi, nato Renato nel 1923 a Pegognaga e cresciuto a Reggio Emilia, racconta la sua vita con lucidità, ironia e profonda umanità. Fin dall’infanzia dimostra un talento innato per il disegno, espresso anche sui quaderni scolastici, tanto da essere rimproverato dalla maestra, ma difeso con fermezza dalla madre, convinta che il figlio sarebbe diventato pittore. Il racconto si snoda attraverso le sue esperienze familiari e lavorative in un’Italia attraversata da guerra, miseria e rinascita. Il padre, fornaio di grande abilità ma di timidezza estrema, rappresenta per Raoul un esempio di onestà e sacrificio. La madre, figura energica e combattiva, incarna invece la forza pratica che sostiene la famiglia anche nei momenti più difficili. Costretto a interrompere gli studi, Perazzi lavora da giovanissimo come garzone da barbiere, esperienza vissuta con profondo disagio. Trova poi una vera vocazione nella litografia e nell’incisione, prima alla tipografia Rossi e poi a Parma, dove acquisisce competenze tecniche che fonderà con la sua creatività. Tornato a Reggio, si afferma come litografo, grafico e pubblicitario, unendo rigore artigianale e talento artistico. Il tema ricorrente è l’importanza della visione: il bisogno di esprimere immagini interiori, con una costante dedizione al disegno, alla pittura e alla comunicazione visiva. La sua produzione artistica non è mai commerciale, ma un’esigenza interiore che trova compimento nella quotidianità. Ampio spazio è dato anche alla sfera affettiva: l’incontro con la futura moglie, il matrimonio, la nascita dei figli e infine la dolorosa perdita della compagna dopo quasi sessant’anni di vita insieme. È uno dei passaggi più commoventi del libro, dove emerge la fragilità dell’artista di fronte al lutto, ma anche la profondità del legame umano. Raoul è narratore acuto, a tratti ironico, sempre diretto. Le sue riflessioni abbracciano storia, arte, lavoro, famiglia e politica, attraversando l’Italia del Novecento con lo sguardo di chi ha “dato vita alle visioni”, senza compromessi, senza rimpianti, ma con una fede incrollabile nel valore dell’onestà e della creatività.