autobiografia di Olga Teneggi
a cura di Michela Soccio
ABSTRACT
Olga Teneggi racconta con schiettezza e calore la sua vita, segnata da povertà, guerra, lavoro e tanto amore per la famiglia. Nata nel 1927 a Levizzano di Baiso, trascorre l’infanzia tra difficoltà economiche e separazioni dolorose. Un evento centrale nei suoi primi anni è l’essere affidata contro la sua volontà ai nonni materni, presso i quali vive episodi di severità e privazioni che la segneranno nel profondo. L’adolescenza è anch’essa caratterizzata da sacrifici: lavora duramente fin da giovanissima, prima come bambinaia, poi come mondina nelle risaie di Vercelli, quindi in un ristorante tra Como e Milano. In quegli anni sperimenta la fame e la durezza del vivere, ma mostra una straordinaria capacità di adattamento. Uno dei momenti più significativi della sua vita è la partecipazione alla Resistenza come staffetta partigiana, a soli 17 anni. Olga percorre a piedi lunghe distanze tra Prignano, Sassuolo, Modena e Reggio per raccogliere e trasmettere informazioni ai partigiani. Il Distretto militare di Modena le riconoscerà un congedo per questo servizio. Nel dopoguerra lavora in vari contesti, tra cui il calzificio Block, dove rimane per dieci anni. Quando diventa madre, lascia il lavoro in fabbrica per cucire le calze da casa, continuando a contribuire economicamente alla famiglia. Lavora anche in ristorazione e come rappresentante Avon, senza mai tirarsi indietro. La vita familiare è un pilastro fondamentale: sposa Afro, conosciuto a un ballo, con cui condivide una lunga e profonda unione. Insieme affrontano momenti duri, tra cui la perdita di un figlio alla nascita. Crescono tre figli, costruiscono una casa con le proprie mani e vivono una quotidianità fatta di lavoro, dedizione e solidarietà. Olga cura con amore genitori e suoceri anziani, mantenendo saldo il senso del dovere. I suoi figli e nipoti le riconoscono l’importanza del suo ruolo nella famiglia, tanto che uno di loro le dice: “Nonna, tu sei come la mia mamma!”. Importanti nella sua vita anche l’amicizia (come quella duratura con Bruna) e la passione per la musica e il ballo, condivisa con il marito. Non mancano i viaggi, anche internazionali, sempre vissuti con entusiasmo e gratitudine. Nella vecchiaia, Olga continua a cucinare, a occuparsi del marito e a mantenere una vita sociale attiva. Conclude il suo racconto con riconoscenza per l’amore ricevuto e la salute conservata, testimoniando come, nonostante un’infanzia difficile, la sua sia stata una vita piena, generosa e dignitosa.