autobiografia di Sandro Paglia
a cura di Serena Corsi
ABSTRACT
Sandro Paglia nasce a Reggio Emilia nel 1938, in un’Italia segnata dal fascismo e in procinto di entrare nella Seconda guerra mondiale. Cresciuto in una famiglia modesta ma dignitosa, conserva fin da piccolo un profondo legame con la natura, ereditato dal padre, con cui andava a pescare rane e pesci nei torrenti del territorio. Durante il conflitto, la sua famiglia fu sfollata in una villa, dove visse episodi vividi e drammatici, come il passaggio dei tedeschi e i bombardamenti notturni. Dopo la guerra, la vita riprese tra giochi semplici, piccoli espedienti, amicizie sincere e un forte spirito d’adattamento. Le difficoltà economiche lo portarono presto al lavoro: iniziò come garzone a soli 11 anni e, dopo varie esperienze, trovò la sua stabilità lavorativa in ferrovia, dove rimase fino alla pensione. Il suo racconto del lavoro è dettagliato, e riflette un profondo senso del dovere e una dignità operaia: notti al gelo, incidenti tragici evitati per un soffio, reperibilità costante, ma anche il cameratismo del Dopolavoro Ferroviario e l’orgoglio per un mestiere che sentiva importante. Il servizio militare, svolto a Civitavecchia, rappresentò una parentesi intensa, tra disciplina, amicizie e la scoperta del mare, da lui amatissimo. Al rientro, conobbe Carla, la futura moglie, con cui costruì un rapporto solido e affettuoso, condividendo un’abitazione costruita con le proprie mani e quelle del padre e del fratello. Il loro primo figlio, Stefano, nacque nel 1969, seguito da un secondo bambino che purtroppo non sopravvisse, dopo la tragica alluvione del 1973 che devastò la casa e segnò profondamente la famiglia. La narrazione prosegue con il racconto delle vacanze al mare, delle passeggiate in montagna scoperte a quarant’anni e della passione per la pesca e per l’arte, coltivate con entusiasmo e curiosità. Sandro visita musei in tutta Italia, affascinato soprattutto dagli impressionisti e dai grandi capolavori visti a Venezia, Roma e Torino. Con l’arrivo dei nipoti, Valentina e Riccardo, il suo ruolo si trasforma: il nonno diventa punto di riferimento amorevole, presente e gioioso. Con loro, Sandro riscopre la magia dell’infanzia, la tenerezza dei giochi al parco, i compleanni condivisi, il senso di continuità familiare. A dispetto delle difficoltà della vita, racconta con leggerezza e ironia, accettando le ferite del passato con una serenità conquistata giorno dopo giorno.