C’è ancora tanto da fare

autobiografia di Franca Spaggiari
a cura di Edda Giovanardi

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ABSTRACT

Franca nasce a Reggio Emilia l’8 novembre 1932. Il suo primo ricordo, nella casa vicina all’aeroporto e alle Reggiane, risale a quando ha circa quattro anni: la caduta di un piccolo aereo, molto vicino a lei. Trascinata via dai nonni, da allora non è mai salita su un aereo. Nascono i fratelli che, come abitudine nelle case contadine, le vengono affidati, mentre i genitori sono al lavoro nei campi. I suoi giochi consistono nel fare la donna, badare ai fratelli, cucire, rammendare. Desiderava una bambolina, che sperava di ricevere nel giorno della Cresima, ma non essendosi realizzato il desiderio, se la fa con le sue mani, ricordandone ancora tutti i particolari. La sua compagnia è soprattutto la nonna che le insegna a tessere, l’aiuta quando diventa donna e dalla quale riceve alla sua morte una collana di granate. Il lavoro di taglio e cucito lo impara andando a 12 anni a scuola ma spesso preferisce andare con un’amica al cinema. Il ricordo dei genitori è quello di due figure severe, per nulla affettuose. Ha ancora davanti agli occhi il padre che la punisce per una disubbidienza inseguendola con una “strōpa”. Le piace andare a scuola, ma dopo la quinta inizia la guerra e deve andare in negozio ad aiutare i suoi. Le piace l’italiano, ma a casa sua parlano tutti il dialetto. Ricorda un curioso episodio legato al non saper leggere l’ora e ad inventarla sulla base del tempo trascorso dall’inizio delle lezioni. Durante la guerra i genitori fanno la scelta di essere commercianti e quindi non possono più prendere i prodotti dei campi che diventano di proprietà degli zii. Nel negozio conosce, giovanissima, Camillo assunto come garzone dai suoi genitori e che diventerà suo marito. Da questo momento la storia di Franca e di Camillo è “unica” perché Camillo è stato presente in tutti gli avvenimenti che l’hanno accompagnata nei suoi 82 anni di vita. Si sposa, ha due figli e per qualche anno rimane a casa dal lavoro mentre in bottega vanno i suoi fratelli. Lei e Camillo aprono un negozio in Via Bismantova, ed è qui che Franca si ingegna proponendo un assortimento vario di prodotti già pronti per l’uso. Esercita il lavoro in macelleria per molti anni vivendo le trasformazioni avvenute nel corso degli anni. Dopo tanto lavoro faticoso iniziano i viaggi, le vacanze, la patente presa quasi di nascosto. Festeggia i 60 anni di matrimonio con una cerimonia in Sala del Tricolore, ma non arrivano ai 65 anni insieme. Ora una parte del suo tanto tempo libero Franca lo trascorre guardando le fotografie fatte e raccolte nella sua vita, Riflette sulla morte, sulla differenza tra fede e religione, sulla differenza tra politica e chi fa politica, ma soprattutto il suo pensiero va a Camillo che spesso va a salutare al cimitero.

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