At dàg na sbadilèda

autobiografia di Aldo Beltrami

a cura di Anna Piatti

scarica la biografia

ABSTRACT

L’autobiografia di Aldo Beltrami ripercorre le tappe principali della vita di un uomo prossimo ai 92 anni, profondamente legato alla famiglia, al lavoro e alla spiritualità. Il testo è attraversata da un sentimento profondo di amore per la moglie Luisa il cui ricordo continua a vivere in oggetti simbolici come il porticato trasferito da Gualtieri e il triciclo trovato nel solaio, restaurato con cura e custodito come promessa. Questi oggetti, insieme ai piccoli gesti quotidiani, raccontano l’importanza della memoria affettiva nella sua esistenza. Aldo si sofferma anche su momenti significativi del passato, come il servizio militare svolto in ritardo rispetto alla leva per non partire contemporaneamente al fratello gemello. Un sorteggio familiare con due fiammiferi aveva deciso chi sarebbe partito per primo. Durante il servizio, problemi di salute, convalescenze e il sostegno del parroco del paese portarono infine a un congedo illimitato. Il legame con il fratello gemello, profondissimo, ritorna più volte nel racconto, specialmente nel momento della sua malattia e del dolore condiviso nella fase terminale. Elemento centrale del testo è anche la fede religiosa: Aldo è un cattolico praticante che ha sempre vissuto la spiritualità come guida. Fin da bambino, la Messa domenicale, i ritiri, le giornate in comunità con il sacerdote, sono stati momenti fondamentali per la formazione personale. La fede lo ha accompagnato anche dopo l’ictus che ha compromesso temporaneamente la capacità di leggere e scrivere, costringendolo a un percorso di riapprendimento faticoso ma portato avanti con tenacia. La narrazione si sposta poi sul presente, in cui l’autore racconta la sua routine fatta di passeggiate quotidiane, partite a carte con i nipoti, e la compagnia di persone care come Roberto, Daniela e Teresa. Il dolore della solitudine si fa sentire, soprattutto dopo la morte del fratello e degli amici più intimi, ma viene in parte alleviato dalla vicinanza di alcuni familiari e dalla sua “badante”, che sebbene svolga il lavoro con dedizione, resta pur sempre una presenza professionale. Importante è anche la riflessione sul mondo attuale: Aldo esprime preoccupazione per la violenza, in particolare contro le donne, e per la fragilità dei giovani, spesso privi di limiti e alla mercé di droga e cattive compagnie. Nel tirare le somme della vita, dichiara di non avere rimpianti e di rifare tutto, in particolare il lavoro da contadino, che oggi sarebbe molto più leggero grazie alla tecnologia. Si definisce un grande lavoratore, onesto e sempre pronto a dare il proprio contributo. L’unico piccolo rimorso riguarda l’inizio della storia d’amore con la moglie, che, inconsapevolmente, causò la fine dell’amicizia con un altro uomo che l’aveva frequentata in passato.

puoi contattarci compilando il form sottostante, ti risponderemo quanto prima