autobiografia di Luigia Lubelli
a cura di Maria Pia Chiesi
ABSTRACT
L’autobiografia di Luigia Lubelli, detta Gina, racconta una vita segnata dalla guerra, dalla precarietà e dai sacrifici, ma anche ricca di dignità, affetti profondi e una forte determinazione. Nata nel 1929 a Bari, Gina cresce in una famiglia costretta a spostarsi continuamente a causa della professione del padre, ufficiale della Guardia di Finanza. Ogni trasferimento è un nuovo inizio, una frattura nei legami e nelle abitudini, che plasma in lei un carattere riservato. La sua infanzia si intreccia con le vicende drammatiche della Seconda guerra mondiale. A dieci anni si trova a Idria, al confine con la Slovenia, dove subisce atti di ostilità e violenza, tra cui l’aggressione di un cane sobillato da un adulto. Durante il conflitto, la fame, il freddo, le privazioni e i bombardamenti diventano la quotidianità. Gina, ancora bambina, si trasforma in una piccola “commerciante”, percorrendo chilometri in bicicletta per barattare scarpe usate con alimenti, affrontando anche pericoli mortali come i bombardamenti aerei. La sua testimonianza restituisce la durezza di quel periodo con la lucidità di chi ha vissuto ogni istante a testa alta – o meglio, a testa bassa, come lei stessa scrive, mentre pedalava per salvare la famiglia dal bisogno. Il racconto si addentra poi nell’adolescenza, nel dopoguerra, nei primi amori appena accennati, nella passione per lo studio e nel desiderio frustrato di frequentare l’università. Il padre, severo e tradizionalista, le nega la partecipazione a momenti di svago come la cena di classe e, più tardi, la possibilità di proseguire gli studi, anche a causa di una grave malattia che la debilita a lungo. Gina affronta ogni rinuncia con dignità, anche se il confronto con la sorella Liliana, più libera e coccolata, segna in lei una ferita profonda. Entrata nel mondo del lavoro, riesce a costruirsi una carriera nel settore delle assicurazioni, grazie alla sua determinazione. È proprio attraverso questo lavoro che incontra Pippo, l’uomo che diventerà suo marito e con cui condividerà 45 anni di amore profondo, rispetto reciproco e armonia. Insieme crescono due figli, Daniela e Claudio, e accolgono nella loro casa i nipoti, diventando un punto di riferimento stabile e affettuoso. Il rapporto con i nipoti, in particolare con Lorenzo, ipovedente e molto sensibile, assume nella terza età di Gina un ruolo centrale. Gina si prende cura di Lorenzo, lo ascolta, lo incoraggia a scrivere poesie, e lo sostiene nei momenti difficili, come quando, dopo la morte del nonno, il ragazzo si chiude in un silenzio doloroso. Gina non si considera un’eroina, ma la sua vita è un esempio di tenacia, spirito di sacrificio e affetto incondizionato.